La splendida Cascata di “Mularza Noa” vestita di neve

La Barbagia di Belvì: tra natura e tradizione

Un evento per giornalisti russi, francesi, svizzeri e italiani che ha avuto una appendice enogastronomica organizzata dall’Hotel Edera di Belvì (un grazie particolare a Marianna Cadau e Sebastiano Pranteddu ) L’occasione è stata quella della presentazione dei nuovi modelli Porsche Cayman e Boxster GTS della casa automobilistica tedesca.
Gli suggestivi scenari dell’isola, hanno fatto da contorno e disegnato gli itinerari che hanno portato i drivers da Villasimius all’entroterra sardo.

Sono stato chiamato in causa per riprendere l’incontro enogastronomico, dove la tradizione l’ha fatta da padrona: tutto il cibo che ci è stato offerto, è stato preparato sul posto sotto gli annosi castagni sulle alte colline tra Belvì, Aritzo e Tonara.. Il cuore della Barbagia.. anima profonda della nostra terra.

Una simpatica nonnina quasi novantenne faceva scivolare le sue dita sapienti su una tavola di legno rigato, da cui prendevano forma i Malloreddus, e dalle foto si nota bene come anche il suo pollice, che fin da bambina ha fatto nascere chissà quante migliaia di piccoli pezzetti di pasta fresca, è stato plasmato fino a prendere la stessa forma della tipica pasta.

Ma la persona  che ha stuzzicato la mia curiosità, è stata sicuramente Sebastiano Pranteddu, un giovane ragazzo di Tuili, che ci ha deliziato con il suo gelato: La Carapigna. Una freschissima prelibatezza, fatta con metodi tradizionali: ebbene si!! I sardi, fin dal 1600 facevano il gelato! E  in mancanza di frigorifero, utilizzavano la neve che da queste parti cadeva abbondante ogni santo inverno, per poi essere conservata fino all’estate successiva all’interno di fosse opportunamente isolate e coibentate. Il ghiaccio, dopo diversi mesi,  veniva tirato fuori nei mesi caldi e  utilizzato insieme a particolari infusi di limone per creare una delizia per palati sopraffini.. La tecnica di preparazione sfida le più misteriose leggi della fisica.. e vedere all’opera Sebastiano è veramente uno spettacolo.. E’ l’unico mandatario di questa sconosciuta quanto affascinante tradizione. Spero che le mie foto riescano a rendere giustizia di ciò che non sono riuscito riuscito a raccontare con le parole..

Merita anche il lavoro del torronaio,  abilissimo nel preparare davanti ai nostri occhi il famoso torrone anche in questo caso, fatto con metodi antichi..

Un indimenticabile esperienza tra tradizione e natura.. accessibile a tutti, in un luogo dove si respira aria buona tra i meravigliosi castagneti della Barbagia.

 

 

Cascate di Sardegna: Triulintas Martis

La bellissima Cascata di Triulintas nel territorio di Martis. Grazie alle abbondanti piogge, che cono cadute lo scorso inverno, proseguendo fino alla Primavera inoltrata, lo spettacolo delle cascate sarde regala tantissime emozioni, dandoci la possibilità di ammirare uno spettacolo unico.. Scatti effettuati praticamente sotto la pioggia, perciò fatti molto in fretta.. prima di rimettere al riparo l’attrezzatura dentro lo zaino.

Calendario Mamuthones 2018

Tutto è nato quando due anni fa due musicisti di Porto Torres: i B.Brothers, molto bravi, mi hanno incaricato di curare le riprese e la fotografia di un loro videoclip oltre che le foto del loro cd.. la location scelta è stata Mamoiada..
Sono andato una prima volta per scegliere la location precisa e fare dei sopralluoghi.

Ovviamente sono rimasto incantato dal luogo, dalla gente e dalla accoglienza..
Mentre visitavamo i posti, con la mia “compattina” da reportage, la bellissima Fuji X100T  scattavo veramente di tutto..
Siamo ritornati qualche altra volta prima delle riprese e in una di queste volte mi sono portato dietro alcune stampe, realizzate dagli scatti delle volte precedenti, donandole come segno di gratitudine..
Sempre bello vedere gioia nei loro occhi, nell’apprezzare le foto e il mio gesto.. ma era veramente il minimo che potessi fare..
Intanto le foto iniziavano a girare e a  piacere, fino a che un bel giorno, il presidente dell’Associazione dei Mamuthones (Atzeni e Beccoi), mi ha proposto le foto per il calendario!
Ovviamente ero felicissimo, ma sentivo anche una grande responsabilità..
Ho visto subito i lavori dei calendari precedenti e ho da subito notato che le foto erano molto belle, ma molto ridondanti come tema e come idea:
quasi sempre primi piani delle maschere con sfondi sempre uguali, solitamente i fuochi che accendono durante le varie uscite..
Ho sentito subito il bisogno di dare una svolta al solito tema e ho cercato un’idea nuova, che potesse valorizzare anche il territorio.
Un genere di foto che amo particolarmente e che mi ha visto nascere come fotografo  è certamente la foto paesaggistica e il notturno quindi, vista anche la bellezza di quelle location, ho cercato i luoghi adatti allo scopo.
L’idea di base era avere un soggetto nuovo come tema: Il cielo!

La luna e le stelle non potevano non essere le rappresentanti migliori, anche per condire il tutto con un’aurea di mistero, legato anche all’incertezza del tempo che caratterizza queste misteriose maschere!

Per quanto riguarda le stelle è stato abbastanza facile: per la location ho optato per la “Tomba Nuragica Madau” a più di mille metri di altitudine, il che mi garantiva un cielo buio e nitido per la visione perfetta della via lattea.

Per quanto riguarda la luna è stato tutto molto più complicato:
volevo un nuraghe che avesse l’orizzonte libero a est e ho dovuto fare molti sopralluoghi e molte prove prima di scegliere il nuraghe giusto, in più mentre per la via lattea avevo tutta la notte disponibile e più notti consecutive, per la luna no:
è piena solo un giorno al mese, e avevo solo pochi minuti per scattare le foto, perché, anche se non sembra, ma sorge molto velocemente, e rischiavo di perdermela all’interno dell’inquadratura! Lavoravo con focali lunghissime, dai 400 ai 600mm, e non potevo sbagliare.. dovevo fare la foto necessariamente in quel giorno e in quei minuti precisi.

Sono stato anche fortunato, perché il meteo mi ha aiutato,
c’era giusto qualche nuvoletta, che impreziosiva la composizione,
ma il vero colpo di fortuna è stato uno stormo di uccelli, che é passato proprio dentro l’inquadratura nel momento dello scatto.. e solo in uno scatto..
Io mi trovavo a circa 500 metri di distanza da loro, e comunicavo con loro con il cellulare tenuto fermo tra la spalla e l’orecchio mentre con le mani reggevo il pesante teleobbietivo.
Il nuraghe scelto alla fine, è stato il “Ruju” di Macomer, non essendoci nuraghi adatti nella zona di Mamoiada.

Al di la dell’aspetto fotografico, anche solo vedere quei contesti impreziositi dalla presenza dei Mamuthones, soprattutto nella notturna, è stata un’esperienza impagabile, difficilmente ripetibile.. perciò colgo ancora una volta l’occasione per ringraziarli tutti  per avermela fatta vivere. 😉

Di seguito una selezione delle migliori foto delle due sessioni.

 

 

 

D’Incanto. Ragazze di Sardegna in Vintage. Calendario 2018

Anche quest’anno, il salone di bellezza D’Incanto, mi ha scelto per la realizzazione degli scatti del nuovo calendario 2018.  Le ragazze, tutte simpaticissime, hanno posato, con abiti rigorosamente vintage, a spasso per la Sardegna,  in suggestive location sedute su mezzi di trasporto dal sapore retrò. Sono stati giorni divertentissimi, e gli scatti sono venuti da soli, grazie alla spontaneità delle ragazze, che con la loro allegria, hanno regalato a tutti delle giornate difficilmente dimenticabili..
Per scelta creativa, he deciso di non utilizzare una reflex, per questo lavoro. Infatti tutte le foto le ho scattate con la nuova Fuji X100F. Una macchina compatta, con ottica fissa non estraibile, da 35mm. Un vero gioiello, che unisce qualità e tecnologia, con una linea vintage, più che mai adatta per questo progetto.

 

 

Giovanni + Anna maria Matrimonio Sorso

Giovanni e Anna Maria, sono due giovanissimi ragazzi di Sorso. Quando mi capita di scattare per un matrimonio da queste parti, sono sempre molto felice! Adoro l’ironia unica e la simpatia di questa gente, il clima di semplicità e di genuinità che si respira in quelle case, e quando viene fuori la vicina di casa che recita la preghiera degli sposi con quel dialetto stretto ( ammazza quanto è stretto 😉 ) mi commuovo letteralmente.  Ho cercato di raccontare a modo mio questa bella giornata di festa..